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Valutazione: *** 1⁄2
Il
CD The Commission Project prende il nome dall'omonima associazione non-profit
che ha finanziato il progetto, con l'intento di promuovere la ricerca
e la composizione nel campo della musica accademica e di quella improvvisata.
Contando
sulla versatilità di musicisti "classici" non estranei
ad esperienze jazzistiche, l'American Saxophone Quartet -formazione di
soli fiati- ha tentato di coniugare la scrittura accademica con il linguaggio
del jazz all'interno delle quattro composizioni che si configurano come
delle vere e proprie suite, dalla grande varietà di colori timbrici
e di tonalità.
Si va dal
rispetto delle forme e delle modalità "accademiche",
a momenti ("Freely", "High Spirited") in cui si sviluppano
le cadenze polimetriche tipiche del jazz ed ampi margini per l'improvvisazione.
L'interpretazione
- piena di pathos e lirismo - della suite in tre movimenti "Cubamericargie",
incentrata su una rivisazione non calligrafica delle principali tradizioni
musicali dell'Argentina (tango, milonga e zamba), intende poi superare
lo stereotipo di cui sono vittime le musiche latino-americane, identificate
- troppo spesso- con i ritmi solari, danzabili e goderecci.
Con la consueta
perizia al clarinetto, Paquito D'Rivera riesce a cogliere lo spirito
e
la forza espressiva del tango, sottolineandone la mobilità di
accenti e gli spostamenti metrici d'ascendenza africana.
Mettendo
a frutto la militanza giovanile nell'Orchestra Sinfonica Nazionale di
Cuba, egli si è ben distinto ("Quasi un arabesque") anche
nei momenti in cui il rigore formale e le parti rigidamente strutturate
prevalgono sulla fantasia e la libertà interpretativa, concentrandosi
sull'eleganza e la fluidità dell'eloquio.
Pur non
essendo particolarmente originale rispetto al modello Third Stream, il
CD risulterà gradito anche ai cultori non parrucconi di musica
classica, che ne potranno apprezzare le parti scritte, ricche di aperture
melodiche oltre che l'onestà di intenti.
— Maurizio
Zerbo
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